Soprattutto Diritti

Soprattutto sostegno

I servizi sociali dovranno anche per i prossimi anni affrontare una situazione aggravata dagli effetti della pandemia e si troveranno, oltre alla normalità del bisogno che li ha sempre visti in prima linea nell’assicurare sostegno e risorse, a gestire un aumento delle persone, singole o famiglie che si rivolgeranno ai servizi sociali al fine di non essere “lasciate sole”.

Questa scenario fa si che, sin da ora, si debba incrementare (nonostante già in questi anni sia cresciuta significativamente)  la spesa sociale costante e attenta al fine di fornire le risorse necessaria ad affrontare la situazione.

Tre ambiti dovranno vedere un orientamento prioritario rispetto ad altri circa l’indirizzo delle politiche sociali, sia nei contenuti dei diversi progetti sia nella ricerca, soprattutto, di finanziamenti esterni.

Connessione tra ambito sanitario e sociale. L’invecchiamento della popolazione presuppone interventi importanti ed anche nuovi rispetto ai bisogni emergenti. In particolare dovranno essere attivati, (come indicato nel paragrafo “soprattutto salute”) rapporti e politiche derivanti da un maggior connessione tra il sanitario ed il sociale, con una particolare attenzione alla non autosufficienza, ma anche rispetto al nuovo piano di zona (PdZ) che andrà ad essere scritto nei prossimi mesi e che sarà un primo impegno della nuova amministrazione.

Si dovranno attivare anche interventi atti a favorire il ripristino della socialità messa così a dura prova dalla pandemia per queste generazioni e quindi si dovrà procedere ad un aumento dei corsi e delle attività atte a favorire un invecchiamento attivi, sia da un punto di vista fisico sia da un punto di vista mentale. Il nuovo centro diurno consentirà di potenziare queste politiche.

Disabilità. Il tema della disabilità si intreccia enormemente con i servizi educativi e questo in ragione del fatto che occorre continuare ad investire su personale preparato in grado di rispondere in maniera adeguata al numero di casi in continuo aumento, soprattutto in età dell’obbligo scolastico e sul numero di ore messe a disposizione per ciascuna bimba o bimbo. Inoltre, nel proseguo dell’età delle persone, bisogna consolidare e garantire percorsi progettuali di vita, attraverso i diversi centri presenti nella nostra realtà provinciale, sia attraverso i progetti di autonomia,  i percorsi formativi lavorativi e il c.d.  “dopo di noi”, tutte esperienze che  possono consentire  inclusione attraverso la progettualità individuale, non standardizzata e con la forte collaborazione tra ente pubblico, terzo settore e famiglie.

Minori. Preadolescenti e adolescenti. E’ forse la realtà che maggiormente è stata colpita dagli effetti della pandemia facendo perdere quelle occasioni “sociali” capaci di costruire la propria maturità e il proprio protagonismo esistenziale. Il compito dei prossimi anni sarà quello di puntare decisamente su politiche di prevenzione del disagio. Disagio educativo, disagio sociale, disagio economico al fine di garantire uno sviluppo equilibrato delle nostre nuove generazioni. Di qui l’importante di investire in progetti che puntano ad una dimensione di prevenzione anche attraverso una sinergia tra soggetti educativi diversi. Scuole, parrocchie, centri di aggregazione giovanili, cooperative, terzo settore e volontariato in generale.

Nuovi sportelli di sostegno educativo e di ascolto. Per questa ragione è importante costruire degli “sportelli” di sostegno educativo e psicologico, in collaborazione con le scuole e con il volontariato professionale al fine di favorire interventi di ascolto sistematici e continuativi e fornire adeguata e preventiva assistenza rispetto alle fragilità maggiori che colpiscono i minori.

Creazione nel vecchio centro anziani di via Maspero della “palazzina delle fragilità” coinvolgendo le associazioni del terzo settore.

Soprattutto Integrazione

Il  termine multiculturalismo identifica una società in cui più culture, anche molto differenti l’una dall’altra, convivono mantenendo ognuna la propria identità nel rispetto delle regole. Bisogna proseguire il lavoro di questi anni teso a superare gli steccati ideologici, coinvolgere pienamente le comunità straniere anche nella vita amministrativa e gli operatori che lavorano in questo campo così da accelerare il percorso di integrazione in città e fornire un supporto per tutti i cittadini in difficoltà (linguistica, sociale) al fine di dare informazione o aiuto di cui avranno bisogno.

Soprattutto diritti

La questione di genere dovrà essere sostenuta attraverso:

Il sostegno alla  Rete interistituzionale contro la violenza di genere, per costruire connessioni tra donne nelle istituzioni, in politica, nelle associazioni.

 La definizione di percorsi di formazione con università,  forze di polizia, procura, parti sociali e scuole, ritenendo la violenza contro le donne come esito estremo delle diseguaglianze di genere. La politica deve adoperarsi per estirpare le radici culturali che rendono la violenza contro le donne ancora socialmente accettabile e la tengono sommersa.

 la costruzione sinergica del bilancio di genere.

 l’ottimizzazione dei tempi della città.

Soprattutto legalità, Trasparenza ed efficienza all’insegna dell’onestà

Il percorso avviato in questi anni con l’applicazione rigorosa delle norme sulla concorrenza e del codice dei contratti pubblici ha garantito legalità, trasparenza, massima rotazione di aziende nelle forniture e nei lavori e soprattutto efficienza in relazione ai tempi di conclusione degli affidamenti pubblici.

In vista delle risorse che arriveranno dal PNRR ed all’obbligo di rispettare i tempi che verranno imposti per spenderle, alla prima giunta utile della nuova amministrazione verrà istituito il Comitato per la Legalità, la Trasparenza e l’Efficienza amministrativa. Un organo indipendente, consultivo e di controllo  composto da esperti che avrà il compito di monitorare la spesa delle risorse nel rigoroso rispetto delle norme e l’attuazione dei servizi ed opere che potranno essere finanziate con il PNRR